Quattro Idee all'Orizzonte

Tag: poesie

Dovrei paragonarti ad un giorno d’estate?

by dionigia

William Shakespeare

DOVREI PARAGONARTI AD UN GIORNO D’ESTATE?

Dovrei paragonarti ad un giorno d’estate?
Tu sei ben più raggiante e mite:
venti furiosi scuotono le tenere gemme di maggio
e il corso dell’estate ha vita troppo breve:
talvolta troppo cocente splende l’occhio del cielo
e spesso il suo volto d’oro si rabbuia
e ogni bello talvolta da beltà si stacca,
spoglio dal caso o dal mutevol corso di natura.
Ma la tua eterna estate non dovrà sfiorire
nè perdere possesso del bello che tu hai;
nè morte vantarsi che vaghi nella sua ombra,
perchè al tempo contrasterai la tua eternità:
finchè ci sarà un respiro od occhi per vedere
questi versi avranno luce e ti daranno vita.

Non mi ero mai resa conto di quanto fosse bella questa poesia…

 

-Deny-

…Pablo…

by dionigia

naked-woman.jpg

Nuda sei semplice

Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l’estate in una chiesa d’oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t’addentri nel sotterraneo del mondo.
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.

 

Pablo Neruda

 

-Deny-

 

…Buonanotte all’Italia…

by dionigia

 Dopo la riflessione che è nata oggi con il Lo, dalla quale è risultato che entrambi pensiamo che questa canzone sia una vera e propria poesia, ho deciso di postare il testo della canzone.

 

 Buonanotte all’Italia

Luciano Ligabue

Di canzone in canzone
di casello in stazione
abbiam fatto giornata
che era tutta da fare
la luna ci ha presi
e ci ha messi a dormire
o a cerchiare la bocca
per stupirci o fumare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile

Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare
tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare
c’è il muschio ingiallito dentro questo presepio
che non viene cambiato, che non viene smontato
e zanzare vampiri che la succhiano lì
se lo pompano in pancia un bel sangue così
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volerla comprare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire
sdraiata sul mondo con un cielo privato
fra San Pietri e Madonne
fra progresso e peccato
fra un domani che arriva ma che sembra in apnea
ed i segni di ieri che non vanno più via
di carezza in carezza
di certezza in stupore
tutta questa bellezza senza navigatore
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare…

 

*Buonanotte*

-Deny-

…Pablo again…

by dionigia

Amore mio se muoio e tu non muori,
amore mio, se muori e io non muoio,
non concediamo ulteriore spazio al dolore:
non c’è immensità che valga quanto abbiamo vissuto.
Polvere nel frumento, sabbia tra le sabbie,
il tempo, l’acqua errante, il vento vago,
ci ha trasportato come grano navigante.
Avremmo potuto non incontrarci nel tempo.
Questa prateria in cui ci siamo trovati,
oh piccolo infinito! la rendiamo.
Ma questo amore, amore, non è finito,
e così come non ebbe nascita
non ha morte, è come un lungo fiume,
cambia solo di terra e labbra.
Se un giorno il tuo cuore si ferma,
se qualcosa smette di bruciare nelle tue vene,
se la voce dalla bocca ti esce senza divenire parola,
se le tue mani si scordano di volare e s’addormentano.
Amore, lascia le tue labbra socchiuse
perché quel tuo ultimo bacio deve durare con me,
deve restare immobile per sempre sulla tua bocca
perché così accompagni anche me nella mia morte.
Morirò baciando la tua folle bocca fredda,
abbracciando il grappolo perduto del tuo corpo,
e cercando la luce dei tuoi occhi serrati.
E così quando la terra riceverà il nostro abbraccio
andremo confusi in una sola morte
a vivere per sempre l’eternità di un bacio.

Pablo Neruda

-Deny-

…Poesia: La pioggia nel Pineto. -D’Annunzio.

by dionigia

Non mi è mai piaciuto D’Annunzio, sino alla alla quarta superiore. Poi scoprii un Poeta molto ambiguo, ma che mi affascina molto. Ho visitato la sua residenza presso Gardone Riviera, sullo splendido Lago di Garda: senza parole.

 

Ora posto quindi una delle sue Liriche più conosciute: “La pioggia nel pineto”.

Fantastica.

 

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come un foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancora trema, si spegne,
risorge, treme, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontane,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

-Deny-

…Ed è subito sera…

by dionigia

 

 

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Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

 

S. Quasimodo

Ogni uomo è solo con se stesso mentre si illude di poter capire la vita e si inganna di afferrare la felicità.

 

-Ancora ricordo quando il mio amatissimo professore di Italiano delle superiori lesse questa poesia alla classe. Ancora prima di parafrasarla, capii “l’immensità” che era contenuta in queste poche parole. Un brivido percorse ogni mio singolo capillare. Mi sentii improvvisamente piccolissima rispetto al tutto.

 

Ancora fatico a capire come tre versi possano suscitare cotanta emozione. -

 

-Deny-

 

 

 

*Ringrazio il mio fantastico professore…!?

Neruda…

by dionigia

 

<<…baciami,

mordimi,

incendiami,

che io vengo sulla terra

solo per il naufragio dei miei occhi di maschio

nell’acqua infinita dei tuoi occhi di femmina!>>

Pablo Neruda 

***

Il Lo mi ha regalato una raccolta delle poesie erotiche di Neruda. Giuro, è fantastico…
lo consiglio a tutti espressamente..! Sono delle poesie giovanile. Le scrisse nel 1923 per pubblicarle nel 1933. Nel 1924 però Neruda era già un Maestro. Mostra un certo imbarazzo nel presentare al pubblico queste a parer mio fantastiche poesie. Ammise egli stesso che in quel periodo non aveva ancora trovato la sua autentica “voce”.
In questa raccolta vi è un forte soggettivismo, romanticismo, “il canto dell’amore e dell’erotismo intesi come esperienza di un dolore radicale e anelito metafisico” come dice la traduttrice.

 Personalmente, lo adoro..!

-Deny-

 

(GRAZIE ANCORA LO… TVB)

^^

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