Sex and the City 2 – Recensione tardiva -
by dionigia
Non ho postato nulla al riguardo di SEX AND THE CITY 2..!
E’ vero. Purtroppo sono piena di cose da fare e mi è sfuggita questa cosa come tante altre. Soddisferò quindi di seguito, la voglia dei lettori affamati di recensioni, commenti o di confronti, pubblicando il mio parere sul film.
Premetto una cosa:
mi è piaciuto un sacco! Anzi, di più :) tant’è che mi sono goduta la visione in sala per ben due volte a distanza di pochi giorni l’una dall’altra ^^
Un film leggero (forse più per noi donnine che per i maschietti) tendente all’assurdo per certi (svariati) versi, ostenta una ricchezza accessibile ad un cerchia super-ristretta di persone, e non certamente a noi comuni mortali.
Una storia intensa, intrigante, piena, realmente coinvolgente, circondata da un consueto mix di Griff & Colori, nonché da Locations da favola.
Un po’ di trama.
La pellicola si apre con un matrimonio gay:
Stanford Blatch & Anthony Marantino che uniscono le proprie vite a suon di Single Lady cantata da Liza Minelli –il che, effettivamente, c’entra davvero poco con il resto della trama.
Questa volta è la nostra protagonista, Carrie, a sentirsi un pochino spaesata rispetto a Big, il quale appare davvero ben saldo alla decisione presa nella precedente pellicola.
La rinomata fama di Mr. Big, quale mondano personaggio di NYC, nel sequel si ritrova, diversamente dal solito, a proprio agio nei panni di marito casa-lavoro, appisolato sul divano a leggere un giornale mentre Carrie tenta in ogni modo di dissuaderlo dal restare cristallizzato su un divano troppo costoso.
Così, quando a Samantha, ormai dipendente dagli ormoni e ossessionata dallo scorrere del tempo, viene offerta l’opportunità di volare ad Abu Dabi per incontrare un magnate arabo delle catene alberghiere che le ha offerto un lavoro da P.R., Miranda, che si licenzia dal lavoro in cui non viene apprezzato il suo talento per passare più tempo con il figlio, Charlotte, che si mette in competizione con una Tata prosperosa e Carrie che, come predetto, tenta di condurre il marito nuovamente sui suoi passi, si aggregano alla PR più pazza della Mela e colgono l’occasione per rilassarsi un po’ in vacanza.
Giunte ad Abu Dabi, le ragazze si trovano di fronte ad una situazione da sogno: un hotel di inestimabile categoria, fornito di ogni genere di comfort, costantemente accompagnate dai loro personali “servi”.
Ed è proprio qui, in questo luogo lontano che accadono le cose più strane: incontri impossibili per Carrie (Aiden), rivelazioni che nascono dai pensieri più reconditi di Charlotte, lo sviluppo di svariati interessi per la cultura orientale per Miranda e… beh, nulla di effettivamente diverso dal consueto per Samantha – prigione a parte!
Credo sia davvero una buona pellicola, utile per rilassarsi un pochino e farsi quattro risate poiché davvero divertente. Al contrario del primo episodio, molto concentrato sul dramma che vive Carrie per la perdita dell’amore e della fiducia nei confronti di Big, il sequel risulta più leggero, restando, bene o male, sulla linea della serie tv.
I punti deboli del film, stando al parere della gente, sono la durata e le qualche scena un pochino fantastica.
Per quanto riguarda la durata, effettivamente è tanto lungo (poco più di 180 minuti di pellicola) ma credo sia da un lato anche il punto che ha giocato, nonostante tutto, a favore: insomma, parlando per me, quando ho visto questo film, mi sono fatta completamente avvolgere dai colori, dai vestiti, dal lusso quasi lo stessi vivendo in prima persona :) senza annoiarmi..!
L’altro punto debole starebbe in qualche scena che tende un pochino al surreale (le donne arabe che nascondevano Griffatissimi abiti sotto le vesti).
Io vi posso dire che a me ha davvero divertito e che credo sinceramente valga la pena vederlo per passare un paio di ore in allegria.
- Denise -






