La migliore fan community di internet per tutti gli amanti degli 883 e di Max Pezzali, ovviamente sto parlando di www.conundeca.com, ha colpito ancora! Dopo le precedenti anticipazioni del nuovo album di Max “Terraferma” e della sua tracklist ora ci propone in anteprima esclusiva la prima recensione del cd:
“Ragazzi non fate domande, non chiedete la fonte, non vi sarà data nessuna risposta. Questo è un racconto delle canzoni, un giudizio dopo aver ascoltato l’album.
Sembra davvero un ottimo album, ne è convinto Max, ne è convita la warner, e ne sono convinti persino i giornalisti. Sarà apprezzato dai fans maggiormente di Time out, pocihè all’interno di Time out aveva scelto di togliere l’eccesso nelle melodie ed è stato un cd molto introspettivo in cui lui ha scavato nelle sue emozioni ed esperienze di vita…..mentre Terraferma gioca molto sulla varietà di melodie spaziando dal classico pop targato 883, di cui ci sono molte autocitazioni, all’elettronica più spinta.
Ma iniziamo a parlare delle canzoni, non sono in ordine Il mio secondo tempo: Punta sulla filosofia pezzaliana dello scorrere del tempo, rivolgendosi alla seconda parte della sua vita che non vede come un punto d’arrivo, ma il continuo di un percorso con maggiore coscenza e maturità…. ritorno alla classica melodia degli 883 …..buone chance di emergere tra le canzoni festival. Ma di certo ce sono canzoni dell’album superiori a questa!!! Credi: Forse la più bella, rispecchia la situazione dei trent’anni, ma non solo, d’oggi che non vengono capiti nelle loro indecisioni e paure Terraferma: Max esprime la sua serenità nell’aver raggiunto una situazione stabile e divenire unpunto fermo per le persone che dovranno lottare in un futuro prossimo ( incluso Hilo) Fiesta Baby: Molto divertente e fresca un viaggio musicale attraverso i luoghi amati da Max degli U.s.a Ogni estate c’è: Papabile sngolo estivo che parla di coloro che non intendono crescere e vivere sempre come eterni adolescenti, sulla scia di Bella Vera. A posto domattina: Specchio della pessima società dove uomini di successo e donne di plastica vivono solo per essere al passo coi tempi, rendendosi ridicoli e non prendendosi le giuste responsabilità idonee alla loro età. Tu come il sole: Molto alla Eccoti l’amore raccontato alla maniera di Max. Quello che comunemente chiamiamo amore: Una bellissima canzone d’amore un po anomala per Max, ma davvero bella. Quasi Felice :Parla della difficoltà di trovare la giusta felicità. Sto Bene Qui: Molto elettronica parla dei sentimenti al tempo di Facebook e delle varie tecnologie, molto malinconica. Il tempo vola: una grande autocitazione del suono della regola dell’amico anche in quella c’è molto di elettronico.
E infine, scaricando l’album da I-tunes, ci sarà anche la bonus track, che quindi non sarà una ghost track facente parte del cd, ma esisterà solo in formato mp3.”
Queste prime indiscrezioni sull’album non possono far altro che ben sperare sulla riuscita del nuovo cd. Personalmente sono molto incuriosito dalle canzoni che richiamano lo stile delle vecchie e allegre canzoni degli 883 come “ogni estate c’è” e “fiesta baby”. Il 16 febbraio, data di uscita del cd, è sempre più vicino e io non vedo l’ora!
Eh si, ancora una volta io e la Deny siamo stati ad un concerto di Ligabue. Questa volta si tratta del Tour Teatrale 2011 per un concerto “Quasi Acustico” tutto da scoprire. Per me era la seconda volta nei teatri, l’avevo già visto nel 2006 al Filarmonico di Verona, mentre per mia morosa era la prima esperienza teatrale con Luciano. La cornice era quella del Saschall, un nuovo teatro stile moderno nel centro di Firenze(a dire il vero gran poco centro di Firenze visto le numerose fermate dell’autobus prima di arrivare al teatro). Arrivati li alle 20.15 dopo aver letteralmente trangugiato un hot-dog a testa ci siamo trovati di fronte ad un teatro davvero bellissimo. Un teatro di tipo moderno, per intenderci come l’Arcimboldi di Milano dove vengono registrate le puntate di Zelig, ma molto più piccolo ed intimo.
Ovviamente posti di prima platea per goderci da più vicino possibile il concerto. Dopo 45 minuti di attesa e di indecisioni sul fermare o meno la Signorina Sammontana per comprare un gelato le luci si spengono e le tende che coprono il palco si aprono. Si scorge in penombra la figura di Ligabue, seduto su un divanetto con la chitarra in mano e d’improvviso si fa silenzio per tutto il teatro. Il pubblico trattiene il fiato fino al primo il suono delle chitarra acustica che con un arpeggio introduce una struggente versione de “Il giorno di dolore che uno ha”. Luciano è li, a pochissimi metri che canta per ognuno di noi. E’ questo l’effetto/sensazione che si ha ad assistere ad un concerto in un ambiente così intimo e piccolo: il cantante è li solo per noi! Finita la prima canzone il Liga si presente svelando il suo secondo nome ovvero Riccardo(Si proprio così: Luciano Riccardo Ligabue) e ironizza sulla sua giovane età di “23″ anni, poi introduce Mel Previte e Luciano Luisi rispettivamente alla chiattara e alle tastiere.
E’ il momento di “Atto di Fede”, personalmente la mia canzone preferita che riesce ad emozionarmi come non mai nella sua vesta acustica dal vivo. Poi arrivano canzoni inaspettate e inattese come “Cerca nel cuore” e “Regalami il tuo sogno”, canzoni che sono una vera e propria rarità sentirle in un concerto. Nel frattempo sul palco si sono uniti anche Michael Urbano e Kaveh Rastegar alla batteria e al maestoso contrabbasso. Luciano intrattiene il pubblico non solo con le canzoni ma anche con racconti che fanno ridere tutto il teatro, racconti inediti che, ci tengo a precisare, non replica ogni sera nei vari concerti, rendendo lo spettacolo unico e irripetibile. D’altronde anche la scaletta di questo nuovo tour, ad eccezione per 4 canzoni dell’ultimo album, cambia ogni sera! Lo spettacolo è, come ormai consuetudine per i teatri, diviso in due tempi che scorrono troppo velocemente purtroppo. Il pubblico non riesce a star fermo, reagisce canzone per canzone seguendo le proprie sensazioni alzandosi e saltando con “Questa è la mia Vita” e sedendosi sussurrando a bassa voce “Il peso della Valigia”.
Le ultime due canzoni si fanno rigorosamente in piedi attaccati al separé dal palco con Luciano a davvero mezzo metro da noi, occasione più unica che rara. Con “Taca Banda” lo spettacolo si conclude, ma Ligabue ha un’altra piccola sorpresa per noi: si china e ci da la mano uno ad uno ai presenti in prima fila. Fantastico! Ancora un altro concerto e una serata indimenticabile. Indimenticabile per l’atmosfera, per le canzoni eseguite, per Firenze, città che ci ha ospitato per due giorni, e sopratutto per aver avuto al mio fianco la ragazza che amo. Grazie!
Mary è nuovamente sola e senza dire una parola esce con la faccia incontro al vento; cambia ancora direzione e canta una canzone questa sera. Candy intanto è già partita e verso un’altra via d’uscita corre con il cellulare spento, e testardamente spera di trovarsi ancora tutta intera. Ognuno sente tanto dolore quando si piega in sè e non vede niente poi una luce passa le inferriate: la notte delle fate! Ogni donna ha un paio d’ali chiuse dentro sè pronta a certe ascese sconfinate la notte delle fate Molly incline alle cadute nelle stanze sconosciute chiede indietro un pò di sentimento angoli di tenerezza dentro a una carezza quasi vera Ognuno sente poco calore quando si piega in sè ma lentamente un taglio di luce annuncia un’altra estate la notte delle fate ogni donna ha un paio d’ali chiuse dentro sè e sogna ancora vette inesplorate la notte delle fate ogni donna ha un paio d’ali chiuse dentro sè pronta a certe ascese sconfinate la notte delle fate ogni donna ha un paio d’ali chiuse dentro sè e sogna ancora vette inesplorate la notte delle fate.
Premetto che non ascolto solitamente Enrico Ruggeri. Ma quando ho sentito questa canzone alla TV me ne sono innamorata. Non so perché, ma quando il testo cita: “Ogni donna ha un paio d’ali, chiuse dentro sè … la notte delle fate …” a me fa sognare. Mi fa stare bene…
“Le donne lo sanno, le donne l’han sempre saputo…” e così la radio in sottofondo accompagna questa mia serata. Si, è il 15 aprile, il Ligabue Day e io sono a casa! Non ho mai avuto grandi influenze, ma da 2 settimane a questa parte invece ho una febbre che non va via tanto da costringermi a casa nonostante questo unico evento e il biglietto già comprato. Maledizione! Come rimediare a questa mancanza? Ma si, ho trovato! Andrò anche il 20 luglio a Padova a vederlo oltre il 16 a San Siro. E così assisterò al mio 9° e 10° concerto del Liga :)
Purtroppo o per fortuna questo periodo è ricco di eventi e concerti. Oggi infatti sono usciti i biglietti per la WWE e il Raw World Tour, potrei forse mancare? Ovvio che no e così il mio portafoglio si è alleggerito ancor di più per due biglietti di prima fila! E così il 13 novembre sarò a Milano con la Deny al Mediolanum Forum di Assago per assistere ad un’altro show della federazione numero 1 di wrestling al mondo. Ma di questo evento sarà meglio parlarne più avanti!
La Apple rimanda il lancio del suo iPad in Europa a fine maggio, al contrario di quanto precedentemente annunciato per fine aprile. Peccato. Da un po di tempo avevo iniziato a racimolare i soldi necessari per l’acquisto del prossimo gingillo made in Apple ma questo slittamento di uscita e il susseguirsi di annunci di eventi imperdibili mi fa meditare se non sia meglio spendere soldi per esperienze come quelle di concerti o viaggi piuttosto dell’ennesimo, seppur stupendo, “attrezzo” tecnologico.
In attesa della mezzanotte per sentire su ligachannel radio il nuovo singolo di Ligabue “Un colpo all’anima” vi saluto e do il benvenuto allo staff alla Bea! Aiutaci tu a mantenere vivo questo blog che prosegue ormai da anni ma con un andamento moooolto lento!
A proposito, a qualcuno interessa una wii? =)
Weekend passato, domenica sera e una canzone malinconica nella testa. Questa sera la colonna sonora è Piove di Alex Britti:
Piove
sui monti e sulle scale
su petali e parole
sul cuore mio che batte
Piove sui poveri soldati
sui campi abbandonati e sulla mia città.
Piove
e mentre guardo il mare
ripenso alle parole
che mi hai lasciato scritte
Provo
un pò a dimenticare
infatti guardo il mare e non ci penso più
Agosto sembra ormai lontano
ma io sono vicino
a dove ti incontravo
semplice vestita in modo semplice
sei diventata complice e non ti scordo più…
Piove,
adesso come prima sto nella mia cucina
che mi preparo un pesce.
Cuoce lentamente il sugo
e nel frattempo annego
e non ci penso più.
Agosto è ancora nei miei sensi
ma tu cosa ne pensi
mi vuoi ancora bene
indice di una vita semplice
sei diventata complice ma non ti fidi più.
Chissà dove sarai adesso
dov’è tutto quel sesso,
quel caldo, quel sudore…
Chissà se ancora pensi al mare
al caldo da morire
che non si sente più..
Chissà se agosto è ancora nostro,
se ancora splende il sole
o poi magari piove..
Chissà se mai la frustrazione
diventa un’emozione
così non piove più.
Piove,
sui banchi della scuola
su ogni mia parola che non riesco a dire,
provo un pò a dimenticare
infatti guardo il mare
e non ci penso più…
Mi piace, malinconica al punto giusto con il connubio mare/pioggia molto riuscito secondo me.
Buonanotte fuggiaschi, io me ne vado a letto con il cuore scaldato dalla bella serata di ieri sera e la giornata di oggi, passata in compagnia della mia dolce metà. Spero sia stato un bel weekend anche per tutti voi. E spero che tutti nella vita, prima o poi, abbiano la fortuna di provare quello che provo io adesso, sapendo che c’è una persona che mi ama e c’è per me.
E’ questo il titolo dell’ultimo album dei BON JOVI, pubblicato in data 6 Novembre 2009 in Italia, etichetta giustamente Island Records, ovvero quella che sta accompagnando la Band da un po’ di anni oramai. Il primo singolo estratto si intitola We Weren’t Born To Follow, in radio dal 17 Agosto 2009 poi ufficialmente rilasciato il 31 Agosto 2009. Il secondo singolo estratto sarà Superman Tonight.
La tracklist è composta dai 12 brani che seguono:
We Weren’t Born To Follow (Jon Bon Jovi, Richie Sambora) – 4:03
When We Were Beautiful (Bon Jovi, Sambora, Billy Falcon) – 5:18
Work For The Working Man (Bon Jovi, Sambora, Darrell Brown)- 4:03
Brokenpromiseland (Bon Jovi, Sambora, John Shanks, Desmond Child) – 4:57
Love’s the Only Rule (Bon Jovi, Sambora, Falcon) – 4:38
Fast Cars (Bon Jovi, Sambora, Child) – 3:16
Happy Now (Bon Jovi, Sambora, Child) – 4:21
Learn To Love (Bon Jovi, Sambora, Child) – 4:39
We Weren’t Born To Follow (Jason Nevins Remix) (Bonus Track: iTunes exclusive)
Chi è appassionato della band, certamente non potrà non notare l’ennesima collaborazione di Desmond Child, una collaborazione storica che non manca mai nella redazione/messa in musica dei pezzi.
La posizione dell’Album THE CIRCLE (2009) nelle classifiche Mondiali:
Io credo sia un buon disco, decisamente migliore alle aspettative.
Anche Lost Highway (2007), il disco precedente è stato un buon lavoro, non mi ha delusa, anzi è abbastanza innovativo per i Bon Jovi, i quali sono arrivati ad arrangiare un album come THE CIRCLE, diverso dai precedenti, ma non privo di condizionamenti passati. Infatti è denotabile un mutamento stilistico nel secondo brano ad esempio, When We Were Beautiful, dove il sound è completamente differente rispetto ai vecchi lavori, mentre prendendo ad esempio la track n. 3, Work For The Working Man, certamente di primo acchito ci sembrerà di ascoltare Livin’ On a Prayer ed It’s My Life. Ciò non comporta che la canzone non sia piacevole, anzi, è una di quelle che preferisco dell’album. Non voglio dire che sia necessario un’innovazione perché lo stile è il loro, quello assunto negli anni, bisognerebbe solo trovare un pezzo che spacchi, come lo è stato It’s My Life dopo la lunga assenza dei Bon Jovi.
Noto inoltre un’abissale differenza tra gli album rilasciati sino al 2000 dalla Mercury e quelli post 2000 rilasciati dalla Island.
Punto molto sul secondo singolo perché mi piace.
Alcuni pezzi presenti nell’album riflettono un pochino lo stato d’animo degli interpreti, soprattutto del leader, John, un po’ malinconici e tristi. Dico ciò dopo essermi gustata il DVD contenuto nella edizione speciale dell’album, ovvero un documentario sulla Vita personale dei Bon Jovi che focalizza l’attenzione su John il quale appare un pochino tormentato dai pensieri e soprattutto della mancanza della sua famiglia durante il Tour. Un bellissimo documentario che consiglio a tutti di vedere per farsi una nuova idea di “Rock Star”. Il video mi ha rimandato un’immagine dei Bon Jovi completamente differente da quella che mi ero costruita in tanti anni nella mia mente. Avrei tantissime altre cose da dire, ma lo farò in un altro articolo ^^
Insomma, a questo disco VOTO 7 e 1/2.
Ricapitoliamo gli album dei Bon Jovi ad oggi:
* 1984 – Bon Jovi
* 1985 – 7800° Fahrenheit
* 1986 – Slippery When Wet
* 1988 – New Jersey
* 1992 – Keep The Faith
* 1994 – Cross Road
* 1995 – These Days
* 2000 – Crush
* 2001 – One Wild Night Live 1985-2001
* 2002 – Bounce
* 2003 – This Left Feels Right
* 2005 – Have A Nice Day
* 2007 – Lost Highway
* 2009 – The Circle
Permettetemi di fare un confronto tra la classifica di cui sopra e quella che segue, inerente alla posizione dell’ album THESE DAYS (1995), un capolavoro che resterà nella storia della Musica Mondiale:
Nient’altro da aggiungere.
TORNATE SUI VOSTRI PASSI CARI BON JOVI!
Vi lascio con un passo tratto dall’introduzine della Band da Wikipedia per chi non conoscesse i Bon Jovi, invitandovi a informarvi un pochino di più sulla fantastica Band:
I Bon Jovi sono un gruppo rock statunitense, originario del New Jersey. Considerati una delle più grandi rock band in attività al mondo, i Bon Jovi, hanno venduto ad oggi più di 130 milioni di dischi nel corso della loro più che ventennale carriera, e suonato dal vivo nelle maggiori città di tutto il mondo: 2500 concerti in 50 nazioni. Il gruppo iniziò la carriera come hair metal band, genere che li accompagnerà per tutti gli anni Ottanta. Con la decadenza del genere e l’avvento del grunge, il gruppo si spostò su sonorità più moderne abbandonando lo stile che li portò al successo. La band è stata fonte di ispirazione per molti gruppi più recenti. I Bon Jovi sono considerati una pietra miliare del rock melodico ed un simbolo del rock degli anni ’80. L’evoluzione dell’heavy metal si è progressivamente diversificata in varie direzioni, una delle quali è il hair metal, i cui massimi esponenti sono considerati i Bon Jovi.
Con l’occasione, istituisco un sondaggio indirizzato a chi ha sentito THE CIRCLE: