Archivio per Dicembre 21, 2007

…C’era una volta una Maschera…

Ieri mi ritrovai coninvolta in un giochetto con il mio cuginetto di 15 mesi.

Il gioco consisteva nel fargli prendere “spavento” con un sonoro “BUUU” mentre lui non mi guardava, e farlo ridere come al solito. Iniziai quindi a giocare con lui… vedendo il suo divertimento crescere esponenzialmente ad ogni “BUUU” decisi di giocare per bene, quindi nascondermi dietro ad un angolo per poi sbucare all’improvviso.

Per due volte di seguito tutto bene, ma al terzo “BUUU”, quando stetti per sbucare da quell’ angolo di muro, un ostacolo si interpose tra me e il mio cuginetto: una maschera di carnevale di Venezia appesa al muro, la quale, in tutta la sua durezza si scontrò con il mio sopracciglio sinistro. Inizialmente non sentii nulla, fino a che un dolore proveniente dalla tempia iniziò ad espandersi lentamente, e io, facendo come se nulla fosse accaduto, mi dileguai lentamente sino alla mia camera da letto, senza emettere un filo di voce a riprova del dolore appena provato. I miei genitori e mia zia, che erano li vicini, non si resero conto di nulla per fortuna..! L’unico testimone oculare fu Kevin, il mio cuginetto, il quale per il momento conosce meno di una decina di parole e comunica quindi a monosillabi.

Questo segreto non sarà mai svelato quindi, poichè lui è troppo piccolo per ricordarselo, e gli altri che erano li erano distratti dalla sua bellezza..!

 

Morale della favola: Sarebbe meglio evitare di sbattere contro una maschera di Carnevale di Venezia con il sopracciglio, o se proprio bisogna, almeno procuratevi un cuginetto carino e paccioccoso… ^^

 

-Deny-

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…Poesia: La pioggia nel Pineto. -D’Annunzio.

Non mi è mai piaciuto D’Annunzio, sino alla alla quarta superiore. Poi scoprii un Poeta molto ambiguo, ma che mi affascina molto. Ho visitato la sua residenza presso Gardone Riviera, sullo splendido Lago di Garda: senza parole.

 

Ora posto quindi una delle sue Liriche più conosciute: “La pioggia nel pineto”.

Fantastica.

 

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come un foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancora trema, si spegne,
risorge, treme, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontane,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

-Deny-

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1,2,3… che cazz’me ne frega a me?!

Ebbene si, come si dice? A volte ritornano!!! Questa volta è il turno di Lino Banfi che ci riprova portando sul grande schermo il seguito di un film che fu un vero e proprio trash cult negli anni ‘80. Ovviamente sto parlando dell’allenatore nel pallone. Nel seguito oltre che all’attore pugliese sono presenti molte star del calcio odierno, Anna Falchi e Biaggio Izzo… Personalmente lo vedo molto scettico il ritorno di Banfi in un film comico, sopratutto dopo il pesante ruolo di nonno Libero avuto durante lo sceneggiato di “Un medico in famiglia”.. Ecco comunque il trailer:

Dal 11 gennaio al cinema!

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…Random…

MALEDETTI BRUFOLI

-Deny-

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